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Guida all’ipnosi per smettere di fumare (Seconda parte)

//Guida all’ipnosi per smettere di fumare (Seconda parte)

Guida all’ipnosi per smettere di fumare (Seconda parte)

Sei pronto a scoprire come usare l’ipnosi per aiutare le persone a smettere di fumare?

In questo articolo ti mostrerò una serie di tecniche grazie alle quali sarai in grado di aiutare le persone a liberarsi dalle sigarette e dal tabacco.

Ma per proseguire nella lettura è importante che tu abbia letto la prima parte di questo articolo che troverai cliccando qui.

Infatti, anche se sto per rivelarti solo adesso le tecniche per far smettere di fumare, è fondamentale che tu prima applichi la procedura che ho mostrato nell’articolo precedente.

Si tratta di una procedura che serve a preparare il soggetto a predisporsi al cambiamento.

Questo significa che tutto quello che stiamo per vedere adesso sarà completamente inutile se non hai eseguito tutto ciò di cui ho parlato nella prima parte di questo articolo.

Quindi, fatta questa dovuta premessa, torniamo al punto in cui ci eravamo interrotti la volta precedente.

Abbiamo aiutato il soggetto a predisporsi al cambiamento e gli abbiamo chiesto di mettere in un barattolo del caffé le cicche e il tabacco delle sigarette fumate nel tempo trascorso dall’ultima sessione.

La domanda allora diventa: come possiamo procedere?

Tra poco ti mostrerò quattro tecniche ipnotiche e una non ipnotica.

Sono strumenti che puoi usare insieme o separatamente, anche in questo caso starà alla tua esperienza, alla tua sensibilità e alla tua capacità di calibrare il soggetto che hai davanti.

Tecniche ipnotiche per smettere di fumare

L’idea su cui si basano queste tecniche è quella di creare un mix di esperienze in grado di creare un apprendimento in grado di trasformare una persona da fumatore a non fumatore.

Questo è un elemento molto importante da chiarire: le tecniche che vediamo non si incentrato sull’idea di dare un ordine diretto al soggetto.

Bensì il loro scopo è quello di creare un esperienza in grado di portare il soggetto in autonomia a distaccarsi dalle sigarette.

Questo punto è fondamentale: non possiamo ordinare a nessuno cosa fare direttamente, ma solo aiutarlo a strutturare una serie di apprendimenti utili al risultato che vuole raggiungere.

ATTENZIONE: è possibile utilizzare anche tecniche ipnotiche basate su ordini diretti, ma non verranno prese in considerazione perché: 1) funzionano su un numero molto limitato di soggetti, 2) spesso i risultati ottenuti in questo modo tendono a degradare velocemente nel tempo.

La suggestione del disgusto

Questa tecnica è molto semplice e consiste nel suggestionare nel soggetto elementi che lo disgustano.

Ad esempio:

  • L’odore della benzina
  • Il vomito
  • Le feci
  • Una pietanza che fa venire la nausea

L’idea è quella di associare queste cose al sapore del fumo.

Ti mostrerò due modi per procedere (che potrai usare singolarmente o in sequenza).

Il primo metodo lo potremmo definire quello degli strati consecutivi.

Puoi far immaginare al soggetto che sta portando la sigaretta alla bocca.

E proprio mentre sta per dare una boccata, l’immagine dal centro comincia a bucarsi e per mostrare una torre di sterco fumante.

Dopo un po’ si apre di nuovo un buco al centro dell’immagine, sino a mostrare di nuovo la sigaretta che sta per essere portata alla bocca.

Di nuovo si apre un buco al centro e mostra l’immagine della cacca.

Questo processo si ripete per almeno sette volte, sempre più velocemente.

Non si tratta di una tecnica particolarmente complessa, se non per un punto: quando descrivi l’elemento disgustoso è opportuno abbondare con la descrizione dei particolari.

Quelli visivi, ma anche quelli olfattivi e gustativi (sì, puoi ad esempio chiedere al soggetto non solo di annusare le feci, ma anche di immaginare di assaggiarle).

In questo modo si creerà una sovrapposizione tra sigaretta e senso di disgusto.

Un altro modo per eseguire questa operazione è attraverso il collasso di ancore.

>>> Se ancora non sai cosa è un ancora e come creare un ancoraggio,
puoi cliccare qui per leggere l’articolo in cui ti descrivo
la tecnica in modo dettagliato <<<

Nel nostro caso per fare un buon collasso di ancore dobbiamo seguire questo schema:

  • Ancorare la sensazione piacevole che il soggetto ha quando fuma
  • Ancorare la nausea per l’elemento disgustoso (attraverso un ancora diversa dalla precedente)
  • Attivare allo stesso tempo entrambe le ancore

Semplice, vero?

Ma anche in questo caso è necessario fare attenzione.

L’attivazione delle due ancore insieme (chiamata, per l’appunto, collasso) va eseguita in due momenti: prima durante il lavoro in trance, poi in seguito all’emersione quando il soggetto è nel suo ordinario stato di coscienza.

Un’altra accortezza da avere durante il colasso, consiste nel lasciare andare prima l’ancora legata alla sigarette e poi quella associata alla nausea.

In questo modo avremo la certezza che la seconda preverrà sulla prima.

Come accennato all’inizio: puoi usare queste due strategie separatamente, oppure puoi usarle entrambe nella stessa sessione.

Desolazione

Questa è una tecnica di Paul McKenna abbastanza complessa, ma ho deciso di inserirla in questo articolo perché sono riuscito a trovare un video nel quale lui la utilizza per far smettere di fumare la famosa comica e conduttrice americana Ellen Degender.

Nel video la tecnica viene mostrata in modo molto chiaro, quindi non credo sia necessario entrare nei dettagli.

L’idea è quella di prendere alcuni degli elementi importanti per il soggetto e associali in modo negativo al fumo, ad esermpio: la cosa che lo soddisfa di più, la persona che ama maggiormente, il più grande risultato ottenuto, ecc..

Nello stato di trance si fanno visualizzare tutte queste cose che marciscono o si distruggono, spiegando che quello è l’effetto del tabacco, ma da questo momento può smettere di essere un fumatore.

Così, man mano che lo aiuti a decidere di essere un non fumatore, progressivamente tutti gli elementi marciti tornano alla vita.

Più si libera dal fumo, più le cose a cui tiene si rimettono al proprio posto.

Anche in questo caso è molto importante che tu sia preciso nella capacità di descrivere tanto la degenerazione delle cose che il soggetto ama, quanto il loro riprendersi.

Le estreme conseguenze

Con questa tecnica, mentre il soggetto è in trance, gli si descrivono le conseguenze del suo fumare.

Si parte dalle cose più semplici, come l’alito cattivo e i vestiti puzzolenti, per poi guidarlo a notare come queste cose possono degenerare nel momento in cui continua a fumare.

Ad esempio l’alito cattivo e i vestiti puzzolenti possono condurre le persone a pensare che puzza: quindi puoi descrivergli il momento in cui qualcuno si allontana per non sentire il suo olezzo, e ancora il modo in cui le persone parlano di lui, della sua puzza, e dei denti gialli.

Puoi rincarare la dose lasciandogli immaginare di sedurre una bella donna, ma che scappa via disgustata dopo averlo baciato e sentito il sapore di posacenere della sua bocca.

Ovviamente questi sono degli esempi, il tuo lavoro di ipnotista è mostrare le estreme conseguenze del soggetto che hai di fronte, a seconda delle sue abitudini, delle sue speranze e dei suoi timori.

Sono partito da un esempio semplice come la puzza, ma si può continuare affrontando anche altri elementi, come quello legato alla salute.

Il vero sapore del tabacco

Ricordi quando nella parte precedente di questo articolo ti ho detto di far raccogliere al soggetto cicche e cenere in un barattolo del caffé?

Ci occorrono per una strategia molto simile a quella del disgusto.

Infatti, con questa tecnica fai regredire il soggetto al momento in cui ha fumato la sua prima sigaretta. Ma questa volta, mentre ricorda quel momento, sarà tua attenzione preparare il barattolo.

Questi dovrà essere a portata di mano, perché dovrai aggiungerci un po’ d’acqua e portarlo sotto il naso del soggetto ipnotizzato, mentre immagina di fumare.

In certe occasioni potresti anche chiedergli di avvicinare il barattolo alla bocca, come se debba berne il contenuto.

Il pessimo odore della cenere e delle cicche nello stato di trance risulta essere molto più fastidioso.

Se il soggetto mostra segni di nausea, allora la tecnica è stata eseguita bene.

A questo punto altro non dovrai suggestionargli che ogni volta che penserà alla sigarette gli tornerà in mente quel pessimo odore.

Una tecnica non ipnotica

Le tecniche viste sino a questo momento sono tecniche che vanno utilizzate quando il soggetto è nello stato di trance.

Quelle che voglio mostrarti adesso è una strategia che puoi affiancare al lavoro con l’ipnosi.

Si tratta di una semplice prescrizione: il soggetto nel tempo che lo separa dal vostro incontro successivo, può fumare una sigaretta ogni X minuti e solo ogni X minuti. Se vuole fumare fuori da questa tempistica, può farlo, ma dovrà fumare tre sigarette consecutivamente.

Ti faccio subito un esempio pratico: un soggetto può fumare una sigaretta solo ad ogni scoccare di ora. Se non fuma in quel preciso momento dovrà aspettare l’ora successiva.

Se vuole infrangere questa regola, può farlo ma solo se fuma tre sigarette consecutivamente.

Il tempo che passa tra una sigaretta e l’altra non deve essere troppo: il tempo, infatti, dovrebbe essere quello che normalmente lascia trascorrere.

Infatti, lo scopo non è quello di farlo fumare di meno: bensì quello di farlo fumare a degli orari ben precisi.

La cosa può sembrare strana, ma in questo modo si ottiene un risultato importante: nel momento in cui il soggetto ha degli orari ben precisi per fumare, vuol dire che è lui ce sta controllando la dipendenza.

Non fuma quando sente il desiderio, ma quando si fa ora.

C’è un radicale cambiamento del controllo.

E cosa succede se invece vuole fumare quando non è ora?

Fumando tre sigarette consecutivamente proverà di nuovo nausea e disgusto, il che scoraggerà dal farlo di nuovo.

Lo so, può sembrare una strategie controintuitva, ma resterai sorpreso quanto – almeno per mia esperienza personale – utilizzare unicamente questa strategia porta il soggetto a diminuire in autonomia il consumo delle sigarette già dopo le prime due settimane.

Il nemico non è solo il tabacco

Arrivati a questo punto devo confessarti una cosa: quello che abbiamo visto sino a questo momento potrebbe non bastare.

Per la maggior parte dei fumatori, la sigaretta ha delle funzioni ben precise: per alcuni aiuta a gestire lo stress, per altri è necessaria per assaporare il caffé, per altri ancora è un modo per sentirsi sicuri.

Di conseguenza è estremamente importante che tu sia in grado di mettere a fuoco il rapporto che c’è tra il soggetto che stai aiutando e il fumo.

Quello sarà un elemento su cui potresti dover lavorare.

Ad esempio, se il soggetto attribuisce alla sigaretta la facoltà di farlo sentire sicuro, sarà importante lavorare su questo aspetto: ad esempio strutturando degli incontri che lo aiutino a sentirsi più sicuro.

Oppure se il soggetto usa la sigaretta per gestire lo stress, sarà indispensabile lavorare su questo aspetto (un modo potrebbe essergli quello di creare un’ancora che lo fa rilassare immediatamente e che può attivare solo ogni volta in cui ne ha bisogno).

Di conseguenza, prima di procedere cerca sempre di avere un quadro completo.

Mentre, se vuoi approfondire questi temi hai due possibilità:

A te la scelta.

Qualunque sia, ti aspetto dall’altra parte!

By | 2020-10-19T13:51:14+00:00 Ottobre 19th, 2020|articoli|0 Comments

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