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Come superare i 6 blocchi mentali che ti impediscono di andare in auto ipnosi

//Come superare i 6 blocchi mentali che ti impediscono di andare in auto ipnosi

Come superare i 6 blocchi mentali che ti impediscono di andare in auto ipnosi

Ti è mai capitato di provare l’auto ipnosi e non avere i risultati sperati?

Oppure ti è successo che, per quanto ti impegnassi, proprio non riuscivi ad entrare in quello stato?

O, ancora, ti è capitato di seguire tutte le procedure che hai trovato, senza notare nessun cambiamento?

Se hai risposto sì ad almeno una di queste domande, non ti preoccupare, sei in buona compagnia.

Molte persone si trovano esattamente in una o più di queste situazioni.

Il che è davvero terribile!

Utilizzano uno degli strumenti più potenti per il cambiamento personale ma non riescono ad attingere al suo pieno potere.

Ma voglio tranquillizzarti: in questo articolo prenderò in considerazione ognuna delle barriere che si frappone tra te e l’auto ipnosi e ti rivelerò le strategie per poterle superare.

In questo modo anche tu, come tante altre persone, potrai usare l’auto ipnosi per negoziare col tuo subconscio e avere tutte quelle evoluzioni necessarie per diventare il tipo di persona che desideri essere.

Quindi mettiti comodo, perchè quello che stai per leggere, sarà essenziale per gestire in autonomia il processo ipnotico.

1. Confusione

Più che essere un blocco mentale, la confusione è la causa scatenante di tutti quei blocchi derivanti da una mancata comprensione di ciò che davvero è il processo ipnotico.

La confusione, infatti, deriva dal non saper riconoscere lo stato di trance.

Molte persone lo immaginano come una sorta di effetto psicotropo neanche ci si stesse drogando, o ne hanno una visione legata all’immaginario dei film (che, per l’appunto, non sono reali ma finzioni).

Lo stato di trance è quello in cui ti trovi quando guidi e, senza fare caso alla strada perchè sei calato nei tuoi pensieri, torni a casa illeso.

E’ lo stato in cui ti trovi quando guardi un film e, pur sapendo che è funzione, ti emozioni.

E’ lo stato in cui ti trovi quando sei tranquillo a casa ma, ad un certo punto pensi ad una cosa che ti ha fatto arrabbiare giorni fa e, anche se è passato tanto tempo e sei tranquillamente seduto sul divano, ti incazzi di nuovo.

Non ti ho fatto questi esempi a caso, infatti sono una dimostrazione pratica del fatto che vai in auto ipnosi un sacco di volte durante la giornata.

Infatti, quando le persone sono confuse su quella che dovrebbe essere l’esperienza della trance, succede che riescono davvero ad andare in auto ipnosi ma credono di non esserci proprio perché non riconoscono lo stato.

Magari si aspettano di perdere il controllo, oppure di avere un’esperienza molto simile a quella che si potrebbe sperimentare con un casco della realtà virtuale.

Se anche tu sei vittima di questo blocco mentale, i miei consigli sono due.

  1. Leggi libri tecnici sull’auto ipnosi: in giro ci sono tantissimi libri divulgativi che, per esigenze di mercato, parlano di auto ipnosi come si vede nei film. Il mio consiglio è quello di focalizzarti su libri più tecnici: forse saranno meno accattivanti, non ti spacceranno l’ipnosi come un’esperienza degna di un trip con l’LSD, ma ti aiuteranno a definire una visione chiara su quello che è realmente lo stato di trance.
  2. Confrontati con persone che praticano auto ipnosi: in questo modo potrai accedere all’esperienza diretta di praticanti con maggiore esperienza rispetto alla tua. Spesso le persone iniziano a praticare auto ipnosi in autonomia, senza nessuna guida. La mancanza di un vero e proprio confronto con l’altro può generare la confusione di cui abbiamo parlato, nonché contribuire nella creazione di aspettative irrealistiche (ne parleremo più avanti). Confrontandoti con persone già pratiche potrai conoscere un auto ipnosi più vicina alla realtà e meno legata all’immaginazione.

2. Paura

La paura è legata alla confusione.

E deriva da un immaginario molto diffuso sull’ipnosi, secondo cui andare in trance implica una perdita di controllo, se non addirittura entrare in contatto con “i mostri” del proprio inconscio.

In realtà non è così, abbiamo visto sopra che ci vai già da solo in trance e non credo che nelle occasioni citate tu abbia mai incontrato qualcosa di terribile.

Spesso le persone temono di potersi svegliare, di cambiare la personalità, di imbattersi in cose di sé stessi che non vogliono conoscere, ecc.

Ma ti posso assicurare che tutto questo non accade.

Lo stato di auto ipnosi è uno stato di rilassamento fisico e mentale, nel quale il proprio critico interiore si assopisce e, proprio per questo, è possibile negoziare con la propria parte inconscia, proponendo immagini mentali e auto affermazioni che possono influenzare l’inconscio.

Anche in questo caso il mio consiglio è quello di confrontarti con praticanti di auto ipnosi, nonché leggere libri tecnici a riguardo.

3. L’effetto cigno nero

Mi piace chiamare così la convinzione di essere un caso a parte, completamente immune a queste cose.

In realtà ogni essere umano va in trance almeno ogni 45 minuti. Se così non fosse avrebbe dei seri problemi neurologici legati ad una serie di patologie che impediscono di vivere una vita sana.

In questi casi rientrano quelli che dicono “io non mi rilasso mai”.

Questa è una convinzione errata, perchè se così fosse la persona sarebbe morta: per dormire il corpo si deve rilassare, se questo non accade, non si dorme e dopo poco più di una settimana l’organismo ne risente, indebolendosi sino alla morte.

In secondo luogo per poter affermare “io non mi rilasso” è necessario un confronto.

Mi spiego meglio: se tu fossi sempre contratto non potresti mai notare il fatto che non ti rilassi, perché la contrattura sarebbe il tuo stato costante, e non avresti confronti con un altro stato.

Insomma, non conosceresti neppure il rilassamento e per questo non potresti notarne l’assenza.

In ogni caso, se anche questa situazione fosse reale (e capita molto raramente), rientreresti in una gravissima patologia neurologica. Nel caso tu pensi di esserne affetto, magari una visita con un professionista può essere utile, oppure rassicurante.

4. Eccesso di aspettativa

Conosci la legge dello sforzo inverso?

In pratica è una regola psicologica che afferma che più mi aspetto qualcosa e mi impegno per averla, più mi allontano dal risultato.

Spesso le persone hanno troppe aspettative nei cofronti della pratica di auto ipnosi, e questo crea una certa ansia, che interferisce nel processo ipnotico.

Una cosa che ho potuto notare in chi ha questo blocco mentale, è che anche per loro c’è molta confusione nei confronti dell’ipnosi: partono con l’idea che accadranno cose assurde, inimmaginabili, entreranno in un mondo completamente diverso da quello che conoscono, perdendo qualsiasi contatto con la realtà.

Oppure sono così desiderosi di godere dei benefici dell’auto ipnosi, che entrano in uno stato di ansia che rende completamente inutile la pratica.

In questo caso un buon modo per eliminare questo blocco mentale è impegnarsi a fare gli esercizi di auto ipnosi per due settimane, eseguendoli nel modo migliore, ma con l’obiettivo di fallirli.

In questo modo si stimola comunque una reazione polare, ma simile a quella che vuoi per davvero.

5. Credere che l’auto ipnosi sia la soluzione definitiva

Ho una brutta notizia da darti: l’auto ipnosi non risolverà tutti i problemi che hai.

Anzi, usata in modo poco intelligente, potrebbe anche aumentarli.

Mi rendo conto che proprio io non dovrei scrivere cose del genere, ma se mi conosci sai bene che preferisco condividere delle dure verità rispetto a delle rassicuranti bugie.

Spesso l’auto ipnosi viene venduta come la soluzione definitiva a qualsiasi tragedia della vita.

Ma in realtà l’auto ipnosi è uno strumento, uno strumento molto potente, che può essere eccezionale per molti ma non necessariamente per tutti.

E non perché non funziona con tutti ma perché potrebbe non essere nelle corde di alcune persone.

Ti faccio un esempio più chiaro: normalmente viene consigliato il nuoto come sport perchè è il più completo.

Eppure molte persone preferiscono il calcio, il running o fare sala pesi.

Questo significa che per loro il nuoto non funziona?

Certo che no!

Vuol dire semplicemente che “non è nelle loro corde“, che preferiscono altro.

Allo stesso tempo, in qualità di strumento, spesso da solo non è sufficiente.

Se io ti chiedessi di aggiustare le mensole della cucina, ti servirebbero chiodi, martello, livella, viti e cacciavite.

Ripararle unicamente col martello sarebbe impossibile.

Per l’auto ipnosi vale lo stesso principio.

E sai qual è lo strumento che deve andare di pari passo?

L’azione!

Molti credono che l’auto ipnosi li renderà improvvisamente ricchi, amati, carismatici e chi più ne ha più ne metta.

Se all’auto ipnosi non si fa seguire un’azione volontaria e consapevole, la si riduce ad una masturbazione mentale!

A questo proposito ti consiglio di leggere il mio libro Scatena il potere della tua mente con l’ipnosi, in cui ti spiego come usare l’auto ipnosi nel modo migliore, per sfruttare al meglio il potenziale della tua mente e raggiungere i risultati che desideri (e in più ci sono anche due audio di ipnosi scritti e registrati da me).

6. Credere che l’auto ipnosi sia una tecnica

Ho incontrato molte persone convinte che per avere dei benefici dell’auto ipnosi fosse necessario conoscere la tecnica giusta.

In linea generale esistono tecniche migliori e tecniche peggiori, tecniche più o meno adatte ai tuoi obiettivi, ma non è questo l’elemento fondamentale.

A caratterizzare l’auto ipnosi è la costanza.

Molti credono che si tratti di usare una tecnica una volta che poi risolverà i propri problemi.

E ovviamente restano delusi quanto ciò non accade.

Bisogna imparare a pensare all’ipnosi esattamente come si fa con la palestra.

Sollevare una volta un bilanciere non ti farà dimagrire, né aumenterà la tua massa muscolare.

Ma potrai ottenere questi benefici nel momento in cui adotti l’abitudine di allenarti.

Se con lo sport tu modelli il tuo corpo e lo metti in forma, con l’auto ipnosi modelli la tua mente.

Si tratta di un processo più veloce rispetto a quello fisico, ma che comunque necessita di tempo.

E’ vero, nel caso in cui tu avessi alcune difficoltà rispetto ad un preciso ambito, un percorso di auto ipnosi può esserti d’aiuto.

Ma il vero beneficio lo ottieni quando la trasformi in parte integrante della tua routine quotidiana.

Molti studi hanno rivelato che bastano venti minuti al giorno di auto ipnosi per incidere sulla struttura neurale del cervello.

Questo significa che l’impegno da parte tua è davvero irrisorio.

Mi rendo conto che dirti questo potrebbe deluderti, ma il contrario implica da parte tua credere a venditori di fumo che millantano miracolose tecniche ninja.

Con questo non dico che in alcune occasioni sia necessario usare una tecnica poche volte (e ho detto poche volte, non una sola), ma si tratta di casi più unici che rari.

In linea di massima, un percorso di auto ipnosi finalizzato a raggiungere un obiettivo ben specifico dura circa due o tre mesi (sempre se lo affianchi all’azione).

Se vuoi ridurre i tempi a pochi incontri allora è meglio rivolgersi ad un ipnotista di professione.

Conclusioni

Ovviamente queste sono le sei cause principali che ho potuto notare nelle persone con difficoltà nell’auto ipnosi.

Ricorda che non sono esclusive, anzi, spesso le persone hanno un buon mix di almeno un paio di queste.

Quindi, sperimenta le varie strategie e, nel caso non dovessero funzionare, ti invito ad iscriverti al mio gruppo facebook Imparare l’ipnosi e l’auto ipnosi: si tratta di un gruppo segreto nel quale quasi quotidianamente pubblico, idee, strategie, video e tecniche per migliorare sempre di più in questa disciplina.

Ti aspetto!

By | 2020-08-07T15:41:59+00:00 Agosto 7th, 2020|articoli|0 Comments

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