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Come usare il pre-talk per agevolare la trance

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Come usare il pre-talk per agevolare la trance

In questo articolo voglio rivelarti come è possibile utilizzare il pre-talk per iniziare a far addentrare il soggetto all’interno della trance prima ancora di iniziare con l’induzione ipnotica.

Ma partiamo dal principio: che cosa è il pre-talk?

Si tratta di quella fase del processo ipnotico durante la quale si chiacchiera col soggetto che di lì a poco si ipnotizzerà per dargli tutti i chiarimenti necessari sull’ipnosi e accogliere eventuali timori che ha a riguardo.

Il pre-talk è anche quel momento che viene colto dall’ipnotista per correggere eventuali conoscenze errate del soggetto rispetto all’ipnosi,

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Manuale pratico di ipnotecnica <<<

O almeno questo è il suo scopo dichiarato.

Perché il pre-talk in realtà può avere molte altre funzioni più o meno nascoste.

Ad esempio, mentre stai facendo il tuo pre-talk puoi controllare qual è l’atteggiamento del soggetto che hai di fronte.

Ti segue o si distrae?

Si fida della tua autorità, credendo a ciò che gli dici oppure è titubante?

Solo notare questo, ti permette di renderti conto di come il soggetto elabora ciò che gli stai dicendo.

Il che ti offre degli spunti per comprendere in che modo, in seguito, recepirà le tue suggestioni.

Ad esempio, se ad ogni cosa che dici controbatte con una obiezione, è possibile che non ti rispetti ancora come professionista.

Oppure che ci sia un disallineamento tra l’aver dichiarato di voler essere ipnotizzato e la sua reale intenzione.

Se, invece, si conforma a ciò che dici, ti sta comunicando che è reattivo e pronto ad accettare le tue suggestioni.

Ma in questo articolo non voglio limitarmi a condividere solo questi elementi, ma voglio fornirti una vera e propria strategia che utilizzare il pre-talk per rendere il soggetto più suggestionabile e predisposto ad essere ipnotizzato.

Per fare questo voglio rivelarti un segreto: ogni volta che un soggetto segue quello che dici oppure ubbidisce a delle istruzioni che gli dai, stai aumentando la sua reattività alla tua ipnosi.

Riguardo a questo punto c’è un aneddoto molto interessante su Milton Erickson.

Il grande terapeuta una volta, mentre era con un’intera classe di psicoterapeuti, indusse all’intero uditorio presente una profonda regressione dell’età, semplicemente dando delle istruzioni.

Gli bastò iniziare a dire: “Prendete le vostre matite, scrivete il vostro nome nell’angolo in alto a sinistra, e la data ordinatamente sotto. Nel margine destro scrivete i numeri da uno a dieci assicurandovi di lasciare una riga vuota tra… ”

Quando tutti si erano affrettati a rispettare questa lunga serie di istruzioni, la maggior parte del pubblico era in trance, molti dei quali erano tornati spontaneamente in età scolare!

Come sfruttare il principio delle istruzioni

Adesso voglio descriverti nel dettaglio tutto quello che devi fare per sfruttare tuo favore questo principio, così da rendere il pre-talk un passo fondamentale per far addentrare il soggetto nella trance.

1. I suggerimenti devono iniziare da piccole richieste per poi arrivare gradualmente a richieste più impegnative.

Come per qualsiasi altra attività, non puoi aspettarti che un soggetto ipnotico si tuffi immediatamente nella parte più profonda.

Alcuni “virtuosi” potrebbero essere in grado di farlo, ma come succede anche alla maggior parte degli atleti, anche i soggetti ipnotici avranno bisogno di tempo per riscaldarsi.

Di norma l’offerta di una raffica di suggerimenti ad un ritmo veloce tende a ottenere i migliori risultati, come è stato dimostrato più volte dagli ipnotizzatori da palcoscenico, che dopo tutto si guadagnano da vivere ipnotizzando un gran numero di persone il più spesso possibile.

Il ritmo ideale è abbastanza lento da consentire al soggetto di sviluppare una risposta completa, ma abbastanza veloce da creare un po’ di “pressione” e dare meno tempo per riflettere su ciò che sta accadendo.

Ricorda che rispondere senza pensare è un prerequisito per qualsiasi tipo di automatismo!

2. Inizia con suggerimenti motori, quindi passa a suggerimenti sensoriali.

Le istruzioni i per i movimenti tendono ad essere più facili da attuare rispetto ai suggerimenti sulle esperienze.

Quindi è più facile rispondere a una levitazione del braccio o un suggerimento di catalessia piuttosto che rispondere a suggerimenti come potrebbe essere un’allucinazione visiva.

Un suggerimento sensoriale, come un’allucinazione, d’altra parte richiede una risposta involontaria… che è più difficile da ottenere rispetto a quella non volontaria.

Quindi puoi chiedere di alzare un braccio, guardare in alto, fissare un punto… tutte queste sono istruzioni che puoi impartire al soggetto, lasciando che le segua.

3. Ogni istruzione deve essere ben motivata.

Questo principio si adatta tanto all’ipnosi quanto a a qualsiasi altro tipo di attività di apprendimento: trova sempre qualcosa di positivo da imparare dall’esperienza che stai proponendo.

Di conseguenza non ti puoi limitare a chiedergli di fare qualcosa, ma devi anche spiegare il motivo per cui glielo stai chiedendo.

Ecco qualche esempio:

Fai un passo verso di me, voglio guardarti meglio negli occhi

Solleva il tuo piede destro l’altro. Te lo chiedo perchè è importante capire quanto riesci a stare in equilibrio

Scrivi su questo foglietto cosa vuoi ottenere con l’ipnosi. In questo modo la tua mente conscia non dovrà sforzarsi di tenerlo a mente

4. Se sbagli, ritorna al punto precedente

Se si verificano “errori” lungo il percorso, è necessario tornare a qualsiasi attività riuscita che ha preceduto l’errore.

Ad esempio, se chiedi al soggetto di alzare il braccio e a lui viene da ridere e alza il sinistro… in questo caso l’ideale è riprendere dall’istruzione precedente.

Anzi, a seconda del soggetto, potresti dover ricominciare dalla prima istruzione che hai dato.

Infine, nel caso in cui l’istruzione su cui il soggetto si è bloccato fosse troppo complessa, allora puoi spezzettarla in azioni più piccole e semplici.

5. Prova!

Un’altra tattica utile è far sì che il soggetto provi l’attività che suggerirai in seguito.

Ad esempio, potresti dirgli: “Tra poco ti chiederò di chiudere gli occhi e di sollevare le tue braccia verso l’altro. Prima di farlo seriamente, prova a farlo a adesso“.

Questo tipo di suggerimento attiva la neurologia di cui avrai bisogno in seguito e lascia una sorta di “carica residua” in quella parte del sistema nervoso.

È anche un ottimo modo per passare agevolmente da risposte volontarie a non volontarie fino a risposte involontarie.

Mi rendo conto che se ancora non hai mai ipnotizzato nessuno, questo articolo potrebbe sembrarti troppo complesso.

Se, invece, sei un ipnotista già avanzato, devi sapere che queste strategie sono estremamente utili quando si utilizza l’ipnosi istantanea. Di conseguenza, mi sembra giusto rimandarti alla guida pratica che ho scritto proprio sull’ipnosi istantanea.

Affiancandole i principi appena visti ti sarà ancora più semplice ipnotizzare rapidamente i soggetti che vogliono essere ipnotizzati da te.

By | 2020-07-18T15:22:01+00:00 Luglio 18th, 2020|articoli|0 Comments

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