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Il modello di apprendimento in 4 fasi: come applicarlo al coaching e all’ipnosi

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Il modello di apprendimento in 4 fasi: come applicarlo al coaching e all’ipnosi

Il poeta William Butler Yeats ha detto che l’educazione non è il riempimento di una pentola ma l’accensione di un fuoco.

Possiamo applicare questa metafora anche a qualsiasi atto di apprendimento.

Ti sei mai chiesto quali passi percorri nel momento in cui impari qualcosa di nuovo?

Non è di certo un qualcosa che accade all’improvviso, come se fosse un lampo.

Purtroppo non è per niente sufficiente schioccare le dita per far apparire, così dal nulla, delle nuove abilità. 

La verità è che ognuno di noi attraversa una serie di fasi ogni volta che impara qualcosa di nuovo. E queste fasi sono conosciute come le 4 fasi del modello di competenza.

Queste fasi sono diventate celebri grazie al modello per l’apprendimento sviluppato negli anni ’70 da Noel Burch.

L’elemento che caratterizza questo modello è dato dalla consapevolezza di ciò che conosci mentre progredisci proprio attraverso le 4 fasi di apprendimento.

La comprensione di ciascuno degli stadi ti aiuterà enormemente quando lavori con i clienti in ipnosi e li stai aiutando a sviluppare una nuova abilità, un nuovo comportamento o una nuova convinzione.

Ricorda una cosa fondamentale: spesso il processo di apprendimento nello stato ipnotico può essere lungo e complesso, proprio per questo motivo è molto importante che tu comprenda questo modello, così da poter ottenere dei risultati in modo molto più veloce e consistente.

Spesso, infatti, uno degli errori che si compie con i clienti è quello di utilizzare un ritmo che potrebbe essere troppo veloce o troppo lento.

Il fatto è che i clienti non possono ottenere i progressi desiderati al ritmo dettato dal coach o dall’ipnotista. Proprio per questo è fondamentale che tu comprenda che in primo luogo devi essere accogliente e gentile quando percorrono questo viaggio, perché ognuno ha i suoi tempi e vanno rispettati.

Quali sono i 4 livelli di competenza

Di seguito ti mostrerò le 4 fasi di competenza secondo il modello originale di Burch. E alla fine daremo anche un’occhiata al modo in cui possono essere utilizzate per aiutare te e i tuoi clienti ad evitare la frustrazione e la delusione con cui si deve spesso fare a cazzotti quando si vuole imparare una nuova abilità o modificare un comportamento.

Iniziamo subito!

Fase 1: Incompetenza inconscia

Questa fase è riassunta dalla frase: “Non so cosa non so.”

È l’inizio della curva di apprendimento in cui non sei nemmeno consapevole di quanto poco sai.

Ad esempio, in questo momento sei probabilmente un buon ipnotizzatore. Forse hai un sacco di tecniche a portata di mano che puoi utilizzare per svariate occasioni.

Ma quando hai iniziato a usarle per la prima volta, non ti rendevi conto di quanto fossero potenti, né ti rendevi conto del tipo di impatto che potevano avere sui tuoi clienti. Non sei stato in grado di trarre vantaggio dal loro enorme potenziale perché a quel punto non eri nemmeno consapevole del fatto che esistevano e che potevi impararle.

E questo perché all’inizio del processo di apprendimento, prima di iniziare a imparare ciò che devi imparare, sei naturalmente inconsapevole di quanto poco sai.

Se l’apprendimento fosse una casa in un certo punto della città, in questa fase non sei neppure consapevole che esiste. Magari conosci bene quella città, ma non hai mai portato l’attenzione proprio a quella casa.

Fase 2: Incompetenza consapevole

Questa seconda fase è riassunta dalla frase: “Ora lo so, ma non sono molto bravo in questo.”

È la parte della curva di apprendimento in cui conosci l’abilità che stai cercando di padroneggiare, ma sei ancora alle prime fasi di apprendimento .

Quindi sei consapevole dell’abilità e sei anche consapevole del fatto che ancora non sei in grado di padroneggiarla.

Per gli ipnotisti, questo potrebbe accadere quando pratichi i primi esercizi dopo aver seguito il primo corso, o dopo aver letto un manuale.

Sei in quella fase in cui hai iniziato ad imparare e, per forza di cose, fai degli errori. Certe volte puoi dimenticare dei passaggi, altri ti blocchi, altre ancora ti rendi conto solo alla fine di aver sbagliato dei pezzi.

È un po’ come quando si comincia a guidare l’auto, bisogna sempre fare attenzione, certe volte si fa grattare la frizione, per non parlare del fatto che certi parcheggi risultano assolutamente impossibili!  

Tanto con l’ipnosi quanto con la guida dell’auto, all’inizio i tuoi tentativi sono maldestri e imbarazzanti e fare progressi sembra essere un affare lento e doloroso, soprattutto perché sei consapevole di tutti gli errori che stai facendo.

Questo è il palcoscenico in cui riconosci (sei consapevole) della tua mancanza di abilità (incompetenza) e puoi spesso sentirti frustrato perché hai l’impressione di non fare progressi o di farli troppo lentamente.  

Fase 3: competenza cosciente

La terza fase è riassunta dalla frase: “So come fare, ma ho bisogno di pensare e concentrarmi su quello che devo fare.”

Durante questa fase, hai l’abilità tecnica per eseguire l’abilità, ma non è ancora automatico. Devi ancora concentrarti e focalizzarti intensamente su ciò che stai facendo.

Potresti riconoscere questo scenario dalla prima volta che hai praticato l’ipnosi su un argomento, sia durante un’occasione sociale che quando hai iniziato la tua attività di ipnotista.

Anche con tutte le abilità del mondo, e con ogni possibile tecnica a tua disposizione, quel primo incontro no è mai facile.

Sai cosa fare, ma non è così fluido e automatico come potrebbe essere. Non hai praticato ancora l’ipnosi abbastanza a lungo da renderla un’abitudine, per fare in modo che ogni tua parola venga fuori senza sforzo, quasi automaticamente.

Ciò significa che anche in questa fase potresti commettere errori, o dimenticare qualcosa, anche se dovrebbe accadere sempre con molto meno frequenza.

Anche questa fase porta con sé una dose di frustrazione: hai le capacità e sai come usarle, ma sei anche consapevole di non essere radicato così profondamente come vorresti.

Continuando l’analogia di guida, questa è la fase in cui forse stai affrontato l’esame per la patente: hai eseguito tutte le manovre e sai esattamente cosa fare e quando farlo. Ma c’è sempre una certa pressione quando sei al volante, c’è una più o meno forte paura di sbagliare che ti fa dubitare sulle tue capacità.

Hai acquisito consapevolmente l’abilità o la competenza in questione, ma non è ancora stata completamente assimilata dal tuo cervello per diventare un’abitudine o una routine.

Fase 4: competenza incosciente

La fase finale del modello di apprendimento può essere riassunta dalla frase: “Lo so e posso farlo senza sforzo.”

Nella fase precedente, hai l’abilità e sai di averla, ma la stai ancora usando consapevolmente. Ci stai ancora pensando, invece di usarla istintivamente.

Allo stadio 4, tuttavia, l’abilità diventa istintiva. Non devi pensarci, lo fai e basta. Sei sul pilota automatico. Reagisci automaticamente a ciò che ti circonda.

Nell’ipnosi questo accade quando sei tu stesso ad andare in trance insieme all’ipnotizzato e, quasi come se fossi costantemente guidato dall’intuizione, fai uscire fuori le parole in modo calmo e sicuro. Osservi i feedback che ti da l’ipnotizzato e ti adegui ad essi automaticamente, senza farci caso coscientemente.

Per tornare di nuovo all’analogia con la guida dell’auto, questa è la fase in cui non solo ti riesci naturale guidare ma, mentre lo fai, puoi tranquillamente pensare ad altro. Se c’è da frenare, lo fai istintivamente; quando devi mettere la freccia, la attivi senza farci caso.

L’abilità è diventata automatica, un’abitudine, qualcosa che puoi fare spontaneamente senza doverci pensare.

In altre parole, l’abilità è diventata inconscia. 

Il modello delle 4 fasi di competenza applicato al coaching e all’ipnosi

Per essere chiari, questo modello di apprendimento non è finzione. Non è qualcosa che accade ad alcune persone.

Succede a tutte le persone, indipendentemente dalla loro intelligenza o dalla propria formazione. Tutti imparano le cose in questo modo, seguendo queste 4 fasi di competenza.

Non puoi evitare o saltare un passaggio. Potresti riuscire a superarli rapidamente per ottenere abilità meno complicate, ma devi comunque procedere attraversandoli in sequenza uno alla volta.

Se il tuo obiettivo è quello di imparare l’ipnosi e diventare un maestro nella tua professione, allora tutto ciò che imparerai passerà attraverso queste 4 fasi di competenza.

(E se ancora non sai come fare ho preparato un video corso completo che puoi vedere anche se non hai ancora ipnotizzato nessuno prima d’ora. Lo trovi cliccando qui)

Ovviamente i tuoi progressi dipenderanno dalla tua velocità, che sarà condizionata dalle circostanze in cui ti trovi e dal tempo che dedicherai allo studio e all’esercizio.

Ma perché è importante comprendere tutto questo?

Capire queste quattro fasi ti mette nella condizione di sapere come noi esseri umani impariamo e, nel momento in cui assumi questa consapevolezza, sei in grado di gestire meglio le difficoltà e le frustrazioni che per forza di cose dovrai affrontare.

Perché adesso sai che sono naturali, anzi, sono quasi indispensabili per poter imparare al meglio qualsiasi abilità o comportamento.

Allo stesso modo, se sei un coach, è fondamentale che tu spieghi questo processo ai tuoi clienti, così da metterli nella condizione di gestire a loro volta tutti gli scoraggiamenti che dovranno affrontare.

Una volta fatto questo, sarai in grado di rassicurarli in modo che si rendano conto che qualsiasi cambiamento potrebbe richiedere del tempo. In fondo, stanno imparando nuovi comportamenti per sostituire quelli vecchi e hanno bisogno che tu li guidi attraverso questo processo. 

Una volta che comprendono le fasi coinvolte, saranno più propensi ad evitare la frustrazione e la delusione.

Per esempio, supponi che un tuo cliente abbia la percezione che la sua vita non abbia alcuna direzione specifica. Forse si sente intrappolato nella propria routine e non riesce a trovare una soluzione per uscirne fuori. Quindi viene da te, senza neppure sapere qual è la situazione verso la quale vuole tendere (incompetenza inconscia).

Durante la sessione di coaching, lo aiuti a comprendere il motivo per cui si sente bloccato e, magari utilizzando l’ipnosi, lo porti in uno stato creativo nel quale riesce a comprendere ciò che deve fare per cambiare la situazione (incompetenza consapevole).

Insieme poi, date vita ad un piano d’azione che deve mettere in atto per sviluppare le sue nuove abilità, o un nuovo atteggiamento, così come dei nuovi comportamenti. E magari, sempre utilizzando l’ipnosi, lo puoi supportare affinché lo affronti nello stato emotivo adatto e con tutto il supporto che gli occorre. Così, dopo un tempo che potrebbe variare, comincia a notare dei cambiamenti, si rende conto che riesce a fare cose diverse, seppur dovendosi impegnare (competenza consapevole).

Da qui è possibile utilizzare di nuovo l’ipnosi per corroborare i suoi risultati, offrendogli delle suggestioni post ipnotiche o degli ancoraggi da utilizzare, che gli facilitano il percorso. Infine, potete estrarre un nuovo piano di azione, specifico per questa nuova situazione.

Di nuovo, in un tempo variabile, il coachee si sorprenderà che ciò che prima doveva fare consapevolmente adesso gli riesce in automatico, quasi come fosse naturale (competenza inconsciente).   

Questo semplice esempio ti fa comprendere non solo quanto è importante assimilare bene lo schema dell’apprendimento, ma anche il modo in cui lo puoi integrare alle tue strategie di coaching e alle tecniche ipnotiche per guidare le persone nel cambiamento che vogliono.

E, nel caso in cui dovessi avere delle difficoltà, a creare delle suggestioni da applicare in questo contesto, ho preparato per te un articolo in cui ti aiuto a creare da solo suggestioni efficaci per quasi tutte le situazioni che puoi affrontare: lo trovi cliccando qui.

In questo modo avrai a disposizione tutto ciò che ti occorre per affiancare i tuoi clienti (o – perché no? – anche una persona casa) ad ottenere i risultati che desiderano in modo fluido, sereno e naturale.

By | 2019-01-22T11:17:45+00:00 Gennaio 22nd, 2019|articoli|0 Comments

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