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Come far superare la paura dell’ipnosi

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Come far superare la paura dell’ipnosi

Molte persone che decidono di sperimentare una sessione di ipnosi hanno spesso qualche timore rispetto a quella che potrebbe essere la loro esperienza.

Proprio per questo, se anche tu utilizzi l’ipnosi, è fondamentale per te gestire queste forme di esitazioni, perché il rischio è quello di far irrigidire la persona che hai di fronte, rendendo difficile l’andare in trance (se non addirittura impossibile).

Ma non ti preoccupare, in questo articolo voglio condividere con te le modalità con cui è possibile gestire queste paure, in modo da rendere l’esperienza dei tuoi clienti la migliore possibile.

Quindi cominciamo da una buona notizia: per il semplice fatto che si sono rivolti all’ipnosi, vuol dire che sono interessati a questo strumento.

Di conseguenza, tutto quello che devi fare è trasformare l’interesse in una delle migliori esperienze della loro vita.

Come fare?

Semplice: devi comprendere le paure che hanno rispetto all’ipnosi, gestirle nel modo migliore, così da guidarli nel processo ipnotico nel modo più opportuno, secondo i loro tempi e le modalità che sono più affini al loro personale sentire.

Mi raccomando: non prendere sottogamba questo elemento.

La paura, infatti, non solo può rendere difficoltoso il processo ipnotico, ma può anche rendere meno efficaci i risultati dell’ipnosi stessa.

Ad esempio alcune persone potrebbero temere che l’ipnotista possa controllare la loro mente… così come potrebbero essere spaventati dall’idea di essere manipolati e portati a fare cose che non vogliono.

In fondo tu per loro non sei semplicemente un estraneo (verso cui è più che normale essere un po’ diffidenti) ma un estraneo che usa l’ipnosi.

Mi rendo conto che per te che conosci l’argomento queste paure possono essere infondate, ma devi pensare che le persone che hai davanti non hanno il tuo stesso bagaglio culturale, e spesso hanno una visione dell’ipnosi ancorata agli spettacoli sul palcoscenico e ai film.

Altre persone, invece, possono temere che l’ipnotista non sia in grado di mandarli in trance… oppure che loro stessi possano essere completamente immuni all’ipnosi, incapaci di andare in trance.

Allo stesso modo, ci sono altre persone che hanno paura dell’ipnosi perché è qualcosa di nuovo. O perché le persone con cui ne hanno parlato hanno detto che è una cosa stupida, a cui possono rivolgersi solo i creduloni.

Non importa quale sia la loro paura, è il tuo lavoro calmarli e rispondere alle loro domande.

Quindi, nelle prossime righe vedremo come fare.

 

  1. Smantella la paura del controllo mentale

Ricorda che, malgrado molte delle paure si hanno sul controllo della mente ti possano sembrare davvero stupide, queste appaiono come reali e fondate per chi le teme.

Di conseguenza, evita assolutamente di deriderle, oppure di liquidarle con un cenno della mano, sbottando che questo genere di cose accade unicamente nei film.

Ascoltali con attenzione, comunica che comprendi le loro paure e, allo stesso tempo, spiega in modo chiaro e tranquillo quello che realmente l’ipnosi.

Ad esempio, puoi spiegare che solo loro possono controllare le proprie menti, che l’ipnotista può offrire dei suggerimenti ma è sempre l’ipnotizzato a decidere di accettarli o meno.

Allo stesso tempo spiega la tua formazione, fai un breve cenno sul tuo percorso di studi, ma attenzione: lo scopo non è quello di vantarti, bensì quello di offrire l’immagine di un serio professionista, che ha negli anni ha imparato ad aiutare le persone nel pieno rispetto dell’etica.

Un buon modo per fare, questo parlando il meno possibile, è allestire le pareti del tuo studio con tutti i certificati che dimostrano le tue competenze.

Se gestisci bene queste preoccupazione, ti basterà un’unica sessione e, già dalla successiva, potrai concentrarti unicamente sul lavoro vero e proprio col tuo cliente.

 

  1. Offri degli esempi di trance naturale

La maggior parte degli ipnotisti ben preparati incontra solo pochissime persone immuni all’ipnosi.

Se proprio vogliamo dirla tutta, ci sono di gran lunga più probabilità di essere mangiati da uno squalo che di ritrovarsi una persona realmente immune all’ipnosi.

Ovviamente il cliente potrebbe non saperlo ed essere convinto di essere una di queste mosche bianche.

Proprio per questo puoi guidarli con domande di questo tipo:

  • Hai mai guidato a casa completamente perso nei tuoi pensieri, al punto di ritrovarsi a parcheggiare senza rendersi conto del percorso fatto in auto?
  • Ti sei mai perso leggendo un libro o un film, magari commuovendoti anche se sapevi che era sol una storia inventata?
  • Ti è mai capitato di essere in un contesto ed astrarti completamente, immergendoti nei tuoi pensieri, senza prestare una reale attenzione a ciò che ti stava attorno?

Sono certo che la persona che hai di fronte risponderà di sì ad almeno una di queste domande. Così, da questa affermazione, puoi iniziare a spiegare che quegli stati altri non erano che forme di trance naturale. E, di conseguenza, visto che sono situazioni comuni e che vivono più volte al giorno, sarà ugualmente naturale per loro lasciarsi andare all’ipnosi con te che sei un professionista del settore.

In più, spiega che la maggior parte delle persone resistenti all’ipnosi sono persone che in realtà non vogliono essere ipnotizzate: sono persone che hanno fatto una scelta – magari inconsciamente – quindi indaga suoi motivi per i quali potrebbero aver preso questa decisione.

C’è da aggiungere un particolare importante: alcuni principianti dell’ipnosi possono soffrire di “ansia da prestazione” e, per salvarsi la faccia da un eventuale fallimento, potrebbero parlare col cliente della possibilità di resistenze inconsce. Questa è una cosa che non va mai fatta, a meno che tali resistenze non vengono esposte dal cliente.

Il solo nominare l’eventualità di resistenze offre al cliente la possibilità di poterle avere lui per primo. Il che è un po’ come andare a sollevare un muro che prima non c’era, ostacolandosi da soli la riuscita del lavoro.

>>> Quando un soggetto ha delle resistenze è ben diverso l’approccio da utilizzare, lo spiego nell’articolo che puoi trovare cliccando qui, dove ti mostro ben nove strategie diverse per superare le vere resistenze all’ipnosi<<<

 

  1. Spiega cosa è davvero la trance ipnotica

Come accennato ci sono alcune persone che hanno semplicemente paura dell’ignoto. Non sono sicuri di cosa sta per accadere e questo li spaventa (ad essere onesti, questo spaventa un po’ chiunque!)

In questi casi tutto quello che devi fare è spiegare cosa accade ad una persona in ipnosi, tanto dal punto di vista fisico, quanto da punto di vista mentale.

Ad esempio spiega che conserveranno sempre e comunque la consapevolezza e saranno sempre e comunque sé stessi.

Spiega che l’ipnosi è uno stato di allerta completamente diverso dall’essere addormentati, anzi, è molto più simile al perdersi nella storia di un film o di un libro, in un luogo in cui sono in grado di ignorare tutto ciò che li circonda.

 

  1. Utilizza più induzioni in modo graduale

Un metodo poco utilizzato per rassicurare chi hai di fronte è quello di utilizzare un approccio morbido e progressivo.

Ad esempio, invece di cominciare con una induzione rapida, puoi utilizzare un rilassamento progressivo, senza farlo andare in profondità. Dopo aver fatto questo, puoi verificare quanto si è sentito sicuro e che cosa puoi fare per rendere la sua esperienza più piacevole.

Di conseguenza, puoi continuare con una nuova induzione, nella quale lo porti appena appena più in profondità rispetto a quella precedente. Anche questa volta, dopo l’emersione, verifica il suo senso di sicurezza.

Il metodo consiste nel integrare nell’induzione successiva ciò che il cliente ti ha detto che mancava in quella precedente.

Ad esempio, dopo la prima induzione, ti potrebbe dire che era infastidito dal fatto che ad un certo punto il suo cuore gli batteva forte. Quindi, nell’induzione successiva, puoi offrirgli delle visualizzazioni che lo calmano.

Lasciati guidare dalla persone che ha davanti: invece di procedere per istinto, chiedigli se c’è un luogo che gli evoca un senso di calma e di pace. In questo modo, dopo il rilassamento potrai farglielo visualizzare, andando ad approfondire un po’ di più la sua trance.

Questo metodo è poco usato perché spesso chi pratica ipnosi è più interessato a far vedere quanto è veloce che allo stato d’animo dell’ipnotizzato.

Se fai anche tu questo errore, rischi che la persona che hai davanti si irrigidisca e ti impedisca in tutti i modi fare il tuo lavoro.

Quindi, non preoccuparti della velocità, procedi con calma, rispettando i tempi e le modalità del cliente.

 

E tu hai altre strategie per aiutare le persone a superare la paura dell’ipnosi? 

Condividile nella sezione commenti qui in basso… anche perché la tua tecnica potrebbe essere proprio quella di cui qualcun altro ha bisogno per far sparire la paura dell’ipnosi in un suo cliente!

By | 2018-11-26T11:44:38+00:00 Novembre 26th, 2018|articoli|0 Comments

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