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Differenze tra meditazione, auto ipnosi e mindfulness

//Differenze tra meditazione, auto ipnosi e mindfulness

Differenze tra meditazione, auto ipnosi e mindfulness

Chi pratica l’ipnosi sa bene che, in realtà, si tratta sempre di auto ipnosi.

Certo, quando l’ipnotista guida in trance il soggetto è presente un’altra persona, ma è sempre il soggetto il trance a gestire l’intero processo. È sempre il soggetto in trance a decidere se accettare o meno le suggestioni.

Il fatto è che entrare in ipnosi è un gioco da ragazzi. In effetti, l’hai fatto tu stesso in innumerevoli occasioni.

Ad esempio, può accadere quando stai guardando un film o un programma televisivo. Oppure quando stai leggendo un libro. Così come quando ti capita di svolgere compiti ripetitivi, come stare in coda alla posta, guidare la macchina o lavare i piatti.

In quei momenti succede che semplicemente la tua mente cosciente si spegne. Invece di analizzare tutte le informazioni con cui vieni bombardato, fa una pausa. È come se entrassi all’interno di un posto tranquillo, lasciandoti alle spalle il mondo esterno.

Questa è l’ipnosi.

Negli esempi che ti ho fatto, accade accidentalmente. E questo ti mostra quanto sia facile scivolare in uno stato di trance quando sono presenti le giuste condizioni.

E quando lo fai, diventa possibile apportare cambiamenti positivi e duraturi nella tua vita.

 

Le differenze tra autoipnosi e meditazione

Molte persone fanno un po’ di confusione quando cercano di capire le differenze tra alcune tecniche, come la meditazione, le pratiche di consapevolezza e l’autoipnosi.

Servono per rilassarsi o stimolano la mente?

Seguono gli stessi passi?

O sono solo diverse forme della stessa cosa?

È proprio questa ultima domanda quella su cui molte persone si confondono.

Quindi, giusto per tagliare subito la testa al toro, diamo velocemente la risposta breve: no, non sono affatto la stessa cosa!

Per quanto possano avere molti punto in comune, la meditazione e l’autoipnosi sono pratiche molto diverse. E, a loro volta, sono diverse dalle pratiche di consapevolezza.

Ma prima di andare avanti, vorrei dare un’occhiata agli step che dovresti attraversare nel momento in cui ti impegnassi in una forma base di meditazione:

  1. Ti metti comodo e tranquillo in un posto dove non sei disturbato.
  2. Chiudi gli occhi, respiri lentamente, inspirando attraverso il naso ed espirando attraverso la bocca.
  3. Ti concenti sul tuo respiro. Se la tua attenzione vaga, ti concentri semplicemente sul tuo respiro di nuovo. E segui questo processo per tutto il tempo che desideri.
  4. Quando sei pronto per terminare la sessione, apri gli occhi, ti alzi in piedi, e riporti la consapevolezza a ciò che ti circonda.

Se sei pratico dell’ipnosi ed esamini attentamente questi passaggi, noterai qualcosa di significativo.

I primi tre potrebbero anche essere parte della fase di induzione dell’autoipnosi.

Un’altra cosa che potresti notare è che sono necessari meno passaggi per entrare in uno stato meditativo. Infatti, mentre l’ipnosi (e l’autoipnosi) coinvolge tre stadi principali (induzione, cambiamento, uscita), la meditazione parte e si ferma nel primo stadio, quello che possiamo definire anche stadio di induzione.

La meditazione è spesso propagandata come un modo per calmare la mente, un modo per centrarsi e entrare in contatto con il proprio essere interiore. Ed è vero, quando viene utilizzata come uno strumento, ha anche questo effetti.

Ma, a voler vedere bene la cosa, meditare altro non è che un obiettivo in sé, non si tratta di un qualcosa di pensato per essere un metodo che porta a qualcosa di diverso dai suoi stessi premi.

L’autoipnosi, d’altra parte, ha un obiettivo definito, o un punto finale.

Inizia quasi allo stesso modo della meditazione, ma poi si sposta nella fase di cambiamento.

Qui è dove vengono creare le suggestioni che possono portare a nuovi comportamenti o atteggiamenti. È dove l’individuo può connettersi con la sua mente subconscia per cercare di trovare risposte a domande, o soluzioni a problemi.

Quando si utilizza l’autoipnosi, l’obiettivo è cambiare qualcosa, aiutarti a migliorare te stesso.

Ciò potrebbe comportare un numero qualsiasi di opzioni e possibilità, tra cui:

  • Rompere le cattive abitudini come fumare, mangiare troppo, mangiarsi le unghie, ecc
  • Accettare e fare pace con le emozioni negative
  • Cambiare le convinzioni limitanti
  • Perdonare sé stesso
  • Rafforzare fiducia e autostima
  • Superare i disturbi del sonno
  • Ridurre la paura o l’ansia
  • Alleviare lo stress
  • Gestire la perdita di peso
  • Migliorare le relazioni
  • Gestire il dolore
  • Rilasciare i blocchi creativi
  • Incrementare le capacità di problem solving
  • Programmare a livello subconscio gli obiettivi

Con la meditazione, invece, non c’è altro obiettivo se non la capacità di meditare, di calmare la mente e godere di una pace interiore e di una splendida tranquillità.

Certo, la pratica della meditazione può influire anche sui punti visti sopra, ma sono effetti collaterali, che emergono a poco a poco con la costanza della pratica.

Con l’autoipnosi puoi ottenere la stessa cosa, ma in maniera diretta e specifica, andando a lavorare sulle aree della vita che vuoi cambiare o migliorare.

Ed è proprio questo ciò che rende l’autoipnosi così potente. Ti consente di comunicare con la tua mente inconscia, dove trovi tutto ciò che ti serve per imparare, crescere e diventare una persona migliore. Impari ad attingere al tuo inconscio, e accedi alla creatività, all’intuizione, alla risoluzione dei problemi, al pensiero immediato: una scorta quasi illimitata di risorse.

 

E la mindfulness che cosa è? 

Si tratta di una pratica di consapevolezza, che consiste in un processo di spostamento volontario dell’attenzione.

Per metterla alla pane e salame, consiste nel prestare attenzione unicamente a ciò che sta accadendo fuori di sé, interrompendo i pensieri e zittendo il proprio dialogo interno. Nessun giudizio, nessuna idea, nessuna opinione, solo la pura contemplazione di ciò che sta accadendo.

Quando pratichi la mindfulness, il tuo obiettivo è il presente. Stai provando a sperimentare cosa sta succedendo nel momento.

Non ti preoccupi di ciò che potrebbe essere accaduto in passato, o di ciò che potrebbe accadere in futuro. Sei consapevole di ciò che sta accadendo proprio qui, proprio ora, in questo preciso istante.

Filosoficamente parlando, questa è l’unica cosa su cui dovresti davvero concentrare le tue energie. Il passato è dietro di te, e il futuro è sconosciuto. Puoi soffermarti sul passato, ma non puoi cambiarlo. Puoi immaginare come potrebbe essere il futuro, ma non puoi prevederlo.

L’unico “tempo” in cui puoi esistere è il presente, ed è su questo che la consapevolezza ti aiuta a focalizzare la tua attenzione.

Molti pensano che la mindfulness sia una tecnica di rilassamento, ma è in realtà un modo di guardare e vivere il mondo.

Quando ti rilassi, tutto ciò che vuoi è premere l’interruttore e spegnere la mente per un po’ (o, quantomeno, farla andare a basso consumo). Quando ti rilassi vuoi prenderti un po’ di tempo per allontanarti da certe preoccupazioni o da certi pensieri per un periodo di tempo più o meno breve.

Invece, quando pratichi la consapevolezza, vuoi fare esattamente l’opposto: vuoi premere l’interruttore di accensione, vuoi risvegliare tutti i tuoi sensi, così da diventare consapevole di tutto ciò che sta accadendo nella tua vita.

E questo non puoi farlo se ti limiti al rilassamento.

La cosa davvero interessante è che quando diventi più consapevole del momento presente, le cose cambiano. Sei in grado di goderti il ​​mondo intorno a te in un modo nuovo.

 

È possibile combinare la mindfulness e l’autoipnosi?

La consapevolezza è un processo che consente una maggiore connessione tra la mente ed il corpo, e che ti aiuta a metterti in contatto con la tua intuizione.

Molte delle tecniche associate alla consapevolezza sono anche usate nell’ipnosi e nella PNL.

Ad esempio, puoi usare varie tecniche di consapevolezza per aiutare a spostare le prospettive o focalizzare la tua attenzione, il che ti aiuterà a entrare in trance e sperimentare maggiori effetti trasformativi.

Quindi, per dare all’intero articolo un risvolto il quanto più pratico possibile, voglio proporti due tipiche tecniche di consapevolezza, che possono essere usate in combinazione con l’autoipnosi.

 

Esercizio 1

L’idea alla base di questa tecnica sta nel portare l’attenzione sul respiro, restando focalizzato su di esso.

Quindi, tutto quello che devi fare è contare i tuoi respiri e, non appena un pensiero entra nella testa, osservalo per un attimo e poi torna a contare i respiri.

Se non hai mai provato prima questo esercizio, potresti riuscire a gestire solo pochi respiri prima di distrarti.

Se accade questo, va bene così. La consapevolezza va esercitata ed è difficile all’inizio restare per in questo stato per molto tempo.

Ma con l’allenamento noterai che il tempo in cui riesci ad essere consapevole e sempre maggiore.

 

Esercizio 2

L’idea alla base di questo esercizio è sviluppare stati di consapevolezza intensificati all’interno del tuo corpo, senza però doverlo toccare.

Per iniziare, metti la mano su una parte del tuo corpo, come la fronte. Mentre ti concentri sulle sensazioni associate a questa parte del tuo corpo, procedi lentamente verso un’altra parte del corpo, come il naso, seguito dal mento, spalle, petto, gabbia toracica e così via.

Ogni volta che tocchi una nuova parte del corpo, focalizza l’attenzione sulle sensazioni provate.

Man mano che migliorerai nell’esercizio, sarai in grado di concentrarti sulle sensazioni associate a diverse parti del tuo corpo senza toccarle realmente. Questo ti darà la prova che hai sviluppato un maggiore senso di consapevolezza.

L’obiettivo è di essere finalmente in grado di scansionare e connettersi con tutto il corpo senza doverlo toccare fisicamente.

Questa è una tecnica perfetta da praticare al mattino, in modo da essere in grado di connettersi con qualsiasi area in cui senti stress, disagio o tensione.

Ad esempio, dopo aver scansionato il tuo corpo, potresti renderti conto che le tue spalle si sentono davvero tese, oppure potresti notare che hai un nodo allo stomaco.

Quando ti prendi il tempo di identificare queste sensazioni (sensazioni che altrimenti sarebbero passate inosservate) puoi riconoscerle e affrontarle con l’autoipnosi.

 

Come combinare autoipnosi e mindfulness

Come puoi vedere, gli esercizi di consapevolezza sono l’ideale per indirizzare la tua attenzione verso l’interno, il che significa che sono un modo molto utile per prepararti all’autoipnosi.

Mettono in moto le ruote per permetterti di connetterti con la mente inconscia. Questo perché ti permettono di aggirare la parte analitica della tua mente e metterti in uno stato in cui le sensazioni predominano sul pensiero, il che ti aiuta ad entrare in contatto con il corpo.

E perché il collegamento con il tuo corpo è così importante?

In sostanza, i tuoi pensieri e i tuoi sentimenti, indipendentemente dal fatto che siano positivi o negativi, lasciano le loro “impronte” sul tuo corpo.

Quindi, identificando dove si trovano queste “impronte”, usando proprio le tecniche di consapevolezza, puoi ottenere maggiori informazioni sul motivo per cui potresti sentirti in un certo modo. Il che è particolarmente utile quando la causa non è ovvia.

Ad esempio, ci sono certe parti del tuo corpo che si sentono: pesanti, leggere, tese, stanche, libere, chiuse, serrate, aperte, rilassate, ecc.?

Supponiamo che durante la scansione del tuo corpo noti molta tensione al tuo viso, alle spalle, e alle braccia, mentre il tuo cuore batte più velocemente del solito.

Qual è la causa di tutta questa tensione?

Come sono i tuoi pensieri al momento?

Quali emozioni negative non risolte stanno causando al tuo corpo queste sensazioni?

Allo stesso modo, se noti che riesci a malapena a raggiungere anche due conteggi senza distrarti, è probabilmente un segno che ci sono alcuni pensieri che ti danno preoccupazione.

La consapevolezza ti aiuta ad identificare tutto ciò, così da comprenderne le cause o anche solo i modi di risoluzione.

Quindi, uno dei vantaggi aggiunti nel fare esercizi di mindfulness è che ti aiutano a identificare il giusto obiettivo per la tua sessione di autoipnosi.

Gli esercizi di consapevolezza rendono ciò che non è ovvio per la tua mente cosciente, più ovvio. E poi, una volta che sei stato in grado di identificare il problema, puoi affrontarlo durante l’autoipnosi.

Non prendere la cosa sottogamba: questa intuizione è preziosa. Molte persone passano le loro giornate senza capire la ragione della loro irritabilità, dei fastidi, della rabbia, della tristezza o di qualsiasi emozione negativa possano provare.

Spesso, quando la causa dell’emozione non è ovvia, la gente se ne allontana e attribuisce il proprio stato mentale al fatto che hanno una “brutta giornata”.

E sì, fa parte dell’esperienza umana. Avrai giorni in cui ti senti giù, a corto di energia o avrai l’impressione di non essere perfettamente lucido.

Tuttavia, se passi la giornata a provare una serie di emozioni negative e non sei davvero sicuro del perché, gli esercizi di consapevolezza sono un ottimo punto di partenza che ti farà scoprire la strada della scoperta. Da lì, l’autoipnosi, può essere utilizzata per identificare ulteriormente, e dissolvere questi problemi.

Anche tu pratichi la mindfulness, la meditazione o l’ipnosi?

Se ti va, fammi sapere se anche tu le combini insieme e in che modo!

 

 

By | 2018-09-17T12:55:23+00:00 Settembre 17th, 2018|articoli|0 Comments

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